Le conversazioni copilillose.N°2: il tempo

“Mai dire prima quello che succederà dopo…”, dice il vecchio saggio alla giovane mamma…

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LUNEDI MATTINA
Mamma oggi viene cancuno a casa nostla?
No oggi no, gli amici vengono venerdì sera
Oggi è venerdì?
No oggi è lunedì, manca ancora tanto tempo…prima di venerdì ci sono martedì, mercoledì e giovedì
Ah

LUNEDI SERA
Mamma adeccio è venerdì sera?
No Sofia è lunedì sera
Oggi vengono gli amici?
No vengono venerdì sera
Domani è venerdì sera?
No, domani è (solo) martedì…
Ah

MARTEDI MATTINA
Mamma oggi vengono gli amici a casa nostla?
No, vengono venerdì sera
Stasela è venerdì?
No stasera è ancora martedì
Ah

MARTEDI SERA
Mamma oggi viene cancuno a casa nostla?
No!
Vengono venerdì?
Si
Quando è venerdì?
Tra due giorni
Ah

MERCOLEDI MATTINA
Oggi è venerdì?
No, è mercoledì
Gli amici vengono venerdì?
Si
Adeccio è sela?
No è mattina
Dopo è sela?
Si
Ah

MERCOLEDI SERA
Questo è il pranzo?
No, quando è buio è la cena
Gli amici vengono a cena?
Si
Domani?
No, venerdì, che è dopodomani, manca ancora un po’ di tempo Sofia, ancora un giorno…
Ah

GIOVEDI MATTINA
Mamma oggi è domani?
No!(!!!!!!!)
Domani è domani?
Si
Ah

GIOVEDI SERA
Papà lo ciai che stasela vengono gli amici a cena?!
Ah sì?!
Si è popio velo stanno allivando!
Ma sei sicura?
Ci! Me l’ha detto la mamma!

VENERDI MATTINA
Mamma oggi è venerdì?
Siiiii
Vengono gli amici
Siiii
Adeccio!
No!
Stasela?
Si!
Stasela è dopo?
Si…
Ah

VENERDI POMERIGGIO
Mamma adeccio è stasela?
No quando è buio è sera
Dopo?
Si
Dopo allivano gli amici?
Si
A cena?
Si
Ah

***

Lei vive in un luogo dove passato e presente, ieri e domani, prima e dopo non esistono. Un luogo dove l’estate non arriva prima dell’autunno e la sera non viene dopo la mattina. Dove il sabato e la domenica sono uguali agli altri giorni della settimana. Le ore, i minuti e i secondi non passano sopra alla sua testa, né visibili né invisibili. Un luogo dove non si hanno rimpianti per quello che è già successo o paura di quello che ancora deve capitare. Lei vive adesso. E il tempo è suo amico. 

Le conversazioni pericolose

Stasera puoi tornare per le 19e30 che dobbiamo uscire?

Si si, certo!

Ore 19.30: non compare all’orizzonte e non dà segni di vita…

…sono le 19.30, dove sei?

In ufficio

Ma ti avevo chiesto di tornare un pochino prima…

Eh si lo so…

Quindi?

Parto tra 10 minuti (= almeno 30 minuti maritesi)

Ma così arrivi tardissimo!

Eh si lo so…

Quindi?

Parto tra 10 minuti…

Mio marito arriva da un altro mondo, da un pianeta molto diverso da quello dove sono nata io. Lui arriva dal Pianeta del tempo perduto. E questa è stata una scoperta importante.

All’inizio ci rimanevo male, mi infuriavo, perdevo letteralmente la trebisonda, pensavo facesse apposta, non-mi-amasse-più! E via di allegre e variopinte guerriglie domestiche. Poi ho capito che lui arriva dal Pianeta del tempo perduto e c’è poco da fare.

Sul suo pianeta 10 minuti dei miei durano almeno mezzora, “subito” può avere molte accezioni. Sul suo pianeta si vive sereni, non si quantifica l’amore in centesimi di secondo, ma in infiniti piccoli gesti fatti di silenziosa pazienza. Il tempo non è qualcosa che si possa sprecare, come l’amore, non si può misurare. Sul suo pianeta esistono anche le mezze misure, non quelle borghesi che accomodano giustificazioni posticce, ma quelle che abbracciano anche l’imperfezione del vivere.

Mio marito arriva dal Pianeta del tempo perduto, da un posto deve si conservano tutti minuti che ho sprecato ad arrabbiarmi per i più svariati inutili motivi. Un posto dove si ama anche la mia furiosa impazienza.

Poi quella sera, alla fine, siamo arrivati puntuali.

Quando il papà bacia la mamma