Le conversazioni copilillose. N°4: passato remoto

Ultimamente succede così. La Pisquana inizia ad ascoltare volentieri anche le favole più lunghe e complesse. Ovviamente riascolterebbe sempre la stessa in continuazione. Allora facciamo un po’ per ciascuno. Una volta leggo io e poi tocca a lei. Mentre io leggo lei mi chiede tutte le corrispondenze tra testo e immagini. Poi, quando è il suo turno, lei fa finta di leggere, un po’ ripetendo a memoria quello che ho letto io e un po’ andando a braccio interpretando i disegni, il tutto condito da un tono solenne che dà alla sua narrazione usando ripetutamente insoliti avverbi (i suoi preferiti sono gli avverbi di modo) e nuove coniugazioni verbali. Il passato remoto è il suo preferito.

Ecco il risultato (liberamente tratto da “Storia di primavera”, Le quattro stagioni di Boscodirovo e altre storie di Jill Barklem).

“Il Signor Basilio si svegliò allegramente plestro quella mattina.
Si mettò allegramente davanti al camino, cercò i suoi pantaloni e si vestò per uscire e andare all’Emporio Tronchetti.
Allegramente.”

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E i vostri Pisquani cosa combinano con le coniugazioni, quali sono le loro preferite? C’è da divertirsi vero ad ascoltarli? Io mi riconcilio con l’esistenza quando la sento…