Cara la mia pisquana, oggi ti regalo un’altra storia…

Cara la mia pisquana,

oggi ti regalo un’altra storia: “Una storia non si consuma, se mai si rinforza, nel bene e nel male. Una storia non si rimpicciolisce, se mai cresce. Una storia non finisce nemmeno se tu te la dimentichi, lei rimane lì, in quel posto preciso che il tempo le ha assegnato nella cammino del mondo. Ti regalo un pezzo della nostra storia, perché, cara la mia pisquana, adesso è anche la tua storia.” (Ormai mi cito da sola…)

Un gesto semplice

Sofia era una bambina molto fortunata. Tra le altre cose, aveva due nonne, due nonni e ben tre bisnonne. Una di queste bisnonne si chiamava Rosa. Era la mamma della mamma di sua mamma. La nonna della sua mamma. Ma lei ci perdeva la testa a fare questi conti e passaggi di parentele, non li voleva nemmeno sapere.

Sofi_bisc001Lei sapeva solo che a casa della nonna Rosa poteva trovare, sempre al suo posto, sempre sullo stesso tavolino, sempre piena, una ciotola di biscotti. E poi una bella focaccia per merenda. Un balcone fiorito in tutte le stagioni e affacciato sul cortile dove la sua mamma e la mamma di sua mamma avevano trascorso molti pomeriggi di gioco sfrenato. E tanti baci.

Nonna bis Rosa aveva 91 anni, ma aveva meno capelli bianchi del papà di Sofia e certe volte era anche più arzilla della sua mamma che ne aveva un terzo dei suoi anni. Aveva la forza e la gioia della vita che ancora le scorreva ben salda nelle vene e in ogni piega della sua bella pelle. Era anche per questo che la mamma di Sofia, certi pomeriggi, quando un po’ di stanchezza o di malinconia passeggera spingeva alle tempie e pesava in fondo al cuore, andava a trovare la nonna bis.

Si sedevano tutte e tre sul balcone quando la stagione era bella, oppure in salotto quand’era inverno, nonna Rosa faceva tutto da sola come sempre, guai ad aiutarla: il vassoio, la zuccheriera a forma di zuccheriera, le tazze buone, il tè caldo al profumo di limone, i biscotti sempre al loro posto e, per Sofia, una bella focaccia fresca di fornaio.

Poche parole, un gesto semplice e accogliente, come una merenda tutte insieme, che sapeva rimettere in ordine i pensieri, allontanare la malinconia dalle tempie e la stanchezza dal cuore.

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Questa storia fa parte di un bel progetto che si chiama Ore 17 – Racconti di merenda , andate a vedere e a leggerla anche lì! #raccontidimerenda