Celestina e il segreto dei giocattoli

In un tempo lontano, quando ancora desiderare serviva qualcosa, tutti i bambini conoscevano la differenza tra un giocattolo vero e un giocattolo finto.
Tutti i bambini, e soprattutto le loro mamme e i loro papà, sapevano che per non correre rischi bisognava fidarsi solo dei giochi che venivano venduti nel negozio di giocattoli del Signor Effe. Il Signor Effe vendeva i giocattoli da sempre e da sempre il suo negozio era lì, in fondo la strada. Nel retrobottega del negozio del Signor Effe c’era l’officina del Signor Emme. L’officina del Signor Emme era il posto dove nascevano i giocattoli.
I giocattoli del Signor Effe e del Signor Emme erano i giocattoli più belli e più famosi del mondo.

Ma, come spesso succede, il tempo e la fretta delle persone hanno sbiadito e confuso nella memoria il segreto buono del Signor Effe e del Signor Emme, e i bambini hanno cominciato a dimenticare la differenza tra un giocattolo vero e un giocattolo finto.

Nevicava forte quella sera, Celestina doveva camminare con la testa bassa, tenendosi aggrappata alla mano della sua mamma, perché la neve le entrava negli occhi e pizzicava.
La scatola di latta colorata spuntava dalla neve e lei si era chinata a raccoglierla. Aveva tolto la neve dal coperchio con il suo guanto rosso. In azzurro, a grandi lettere, c’era scritto: Celestina.
Dentro c’era un foglio, scritto con inchiostro d’argento, che diceva:

“I giocattoli veri sono quelli che hanno dentro al cuore un pizzico di magia,
quando nessuno li vede loro si svegliano, saltano e ballano.
Ma bisogna che i bambini non se lo dimentichino mai, altrimenti la magia finisce”

giocattoli

P.S: ricetta imparata durante il corso sulla sicurezza dei giocattoli tenuto da Assogiocattoli durante la fiera G come giocare.

Santa Lucia ci ha portato una nuova favola: Gianni il bambino oliva

gbo Model (1).ai“Gianni era un bambino che amava giocare a pallone, leggere fumetti, fare esplorazioni in montagna e andare a caccia di pozzanghere. Ma non altrettanto amava mangiare i piatti che la sua mamma gli preparava con tanto amore. 

Quando arrivava l’ora di cena, infatti, Gianni faceva un sacco di capricci e non mangiava quasi mai quello che lei gli preparava. Si metteva a correre tutt’in tondo al tavolo della cucina finché la sua mamma e il suo papà, sfiniti, si arrendevano e smettevano di inseguirlo col piatto pieno. 

L’unica cosa che Gianni mangiava senza fare capricci erano le olive. Le olive erano la sua passione, soprattutto quelle verdi. Gianni si pappava vasetti e vasetti di olive verdi ignorando le minacce della mamma che gli diceva sempre: «A furia di mangiare tutte quelle olive diventerai un’oliva pure tu!»”.  (To be continued…)

gbo Model (1).aiDal carretto di Santa Lucia è caduta una nuova favola! Questa volta si parla di capricci, di polpette, ricette e bambini coraggiosi, tutto condito da un pizzico di magia… ecco qui: Gianni il bambino oliva.

I miei compagni d’avventura in questa fiaba sono Anahì Traversi e la sua bellissima voce e la musica di Manuel Rigamonti. Venite a scoprire come andrà a finire l’avventura di Gianni nel mondo di Fiabesque.