Storia di una stella, storia di te e di me, storia del Mistero del mondo

– Mamma perché le stelle non parlano?
– Oh no Sofia, le stelle sono lì, vedono tutto e hanno un sacco di cose da dire! Solo che bisogna imparare a guardarle per riuscire ad ascoltarle…

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mccay6Noi le vediamo sempre lì, belle, immobili, su nel cielo, lontane.

Ma le stelle sono fatte di movimento, di un movimento tutto loro che hanno dentro e che però può agitare e cambiare quello che gli gira intorno.

Perché una stella nasce proprio dal movimento, dall’agitarsi disordinato di tante cose: correnti di gas, particelle, dal caldo e dal freddo, dall’elettricità e da altre diavolerie intergalattiche che magari nemmeno sappiamo cosa sono e che vagano spensierate per lo spazio.

Ad un certo punto, succede che tutti questi elementi vagabondi si incontrano in un incontro così fatale da generare intorno a sé la materia. Una materia che brucia incandescente di una luce blu.

Dopo, nel suo crescere, continuo bruciare e girare, rigenerarsi e non stancarsi, la stella si scalda e cambia colore e, nel suo massimo splendore, diventa bianca.

Quando poi il peso del tempo e del vento spaziale si fa grave e il bruciare diventa un mestiere troppo faticoso, la stella non riesce più a tenere insieme tutto quel movimento che ha nel cuore. Allora la sua luce si affievolisce, piano piano, diventa gialla, poi rossa. La stella è arrivata alla fine dei suoi giorni, si rilassa e la sua materia si lascia andare fino a esplodere. Da questa enorme esplosione galattica nascono i pianeti e molte altre cose.

Ma la vita di una stella può anche andare a finire in un altro modo.

Se una stella è molto grande, grande quanto cinque soli tutti insieme, dopo essere esplosa, il suo movimento non si ferma, ma continua e accelera, accellera, accellera…

foto-7E così quel che era esploso si ricompone accelerando ancora, per riesplodere e ricomporsi nuovamente, accelerando e aumentando sempre più la sua energia…

A questo punto succede qualcosa di strano e misterioso. La stella comincia a risucchiare la sua materia e le polveri e l’elettricità e tutto quello che trova vicino a sé. E si rimpicciolisce fino a implodere nel suo stesso cuore, sparire nella sua stessa luce. Diventa un buco nero. Un non si sa che. Un posto così profondo, così buio, e tanto fermo che potrebbe anche essere l’inizio del mondo. Il cominciamento di tutte le stelle, di tutte le cose che stanno nel cielo e sulla terra. Il cominciamento di ogni movimento. Il cominciamento di me e di te.

In molti si adoperano per spiegare questo fatto, in tanti modi, con grandi e grandiose teorie, ma non bastano tutta la scienza e la fantasia del mondo per figurarsi cosa, in quel momento, di fine e di inizio insieme, accade veramente. Solo le stelle lo sanno.

E tutta la scienza e la fantasia del mondo non bastano nemmeno per spiegarci da dove veniamo io e te. Ma forse le stelle, che abitano lassù, vicino a Chi le ha disegnate, loro sì che lo sanno…

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http://www.youtube.com/watch?v=Oh9jIdPH48g

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Questa storia non ha alcuna pretesa né, tantomeno, valenza scientifica. Nasce da una reminiscenza liceale, una delle poche cose che mi ricordo (perché mi affascina moltissimo) delle mie terribilissime ore di lezione di Scienze!

Facciamo la nanna? E di altre grandi domande prima di andare a dormire

Perché non posso stare con voi anche la notte?
Perché non posso stare con voi anche la notte?

Certe sere d’estate, dopo aver messo a letto la pisquana, riassettato la cucina, caricato 8 kg di lavatrice per il giorno dopo, fatto finta di ridare una parvenza di ordine alla sala dove sembrava fosse esplosa una bomba atomica… certe di queste sere, sfiniti, io e lui ci sediamo sul balcone a prendere un po’ di fresco, per tirare un attimo il fiato e per stare semplicemente insieme (da soli). Certe volte ci beviamo una birra e facciamo due chiacchiere, altre stiamo in silenzio a guardare la luna gentilmente appesa sopra le nostre teste che sorride dei nostri piccoli e grandi guai e poi ci abbraccia, sempre, con la sua bianca corona. Una di queste sere, mentre ce ne stavamo lì ad ascoltare la sua luce chiara, da una delle finestre delle case vicine, è arrivato il pianto lungo di un bambino che non ne voleva sapere di smettere e di dormire. Allora ci siamo guardati, senza dire niente, guardati fino in fondo negli occhi, ricordando quelle volte che succedeva a noi che la pisquana non dormisse, ricordando tutta la fatica e tutte le cose imparate proprio da quei momenti…

Perché non posso dormire nel lettone?
Perché non posso dormire nel lettone?

Quando mi ci sono imbattuta io nella pisquana che non dormiva la notte (in super sintesi) prima di farmi venire l’ansia cercando mille risposte di qua o di là, mi sono fatta delle domande. Perché in generale nella vita a me capita così: quando mi servono delle risposte, soprattutto nelle situazioni incasinate, inizio a fare (e a farmi…) tante domande.

Lo diceva anche il signor Reinhold Niebuhr: «Non c’è risposta più assurda di quella a una domanda che non si pone».

Bè potrebbe anche sembrare una banalità… ma non è sempre così facile o scontato. Più che altro perché va a finire che poi bisogna mettersi in discussione. L’argomento nanna ci ha messi un po’ tutti in discussione: mi ha fatto imparare nuove cose di me, del mio rapporto con lei e anche del mio rapporto con lui. Cose che ci hanno fatto bene (oltre che ritrovare la quiete notturna).

Io intanto ho trovato queste 6 (+1) domande, in stile Uescivà, ovviamente. Altre idee?

 1- Perché non posso stare con la mia mamma e con il mio papà anche la notte?

2- E perché io devo stare qui in camera mia, da sola, a letto, al buio, mentre voi due state di là?

Perché devo andare a dormire proprio adesso?
Perché devo andare a dormire proprio adesso?

3- È così bello stare qui con te mentre mi racconti la mia favola preferita, perché devo accontentarmi di sentirla una volta sola e non almeno 10 volte di fila?

4- Appena ti chiamo, tu vieni da me e io sono così felice! Perché non dovrei continuare a chiamarti?

5- Oh insomma mamma, ho ancora così tante cose da fare: le mie bambole sono tutte lì in fila che mi aspettano. Perché devo andare a dormire proprio adesso?

6- Se ieri sera mi avete fatto dormire con voi nel lettone – ed è stato così bello! -, perché non ci posso stare anche stanotte e tutte le notti a venire?

+1– Se siete tranquilli voi, mamma e papà, mi sa che io vado a dormire più tranquilla.

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