“La grande domanda” ovvero di libri preferiti e di bei posticini che parlano di buone letture

Oggi la pisquana e io siamo ospiti di un bel blog che si chiama Scaffale Basso. Si tratta di un ottimo posticino dove si parla di libri per bambini, di libri belli e di buone letture e dove hanno da poco inaugurato un’interessante rubrica che si chiama “Il libro di…”,  qui potete presentare e raccontare il vostro libro preferito, bell’idea vero? Andate a farci un giretto!
562347_413651918760369_900527764_nQuello che presentiamo è un libro che per noi è un po’ speciale:  La grande domanda di Wolf Erlbruch, prima che della pisquana è stato il mio preferito, non so trovare un confine tra mio e suo, è nostro.

Questo libro ha storia particolare a cui sono molto affezionata perciò devo fare qualche premessa piccola piccola.

1- Prima che nascesse Sofia (di questo fatto ne avevo già parlato a proposito di passeggini…) – per follia, scaramanzia, atavica saggezza, non lo so – non le ho comprato né mi sono fatta regalare o prestare, praticamente nulla. Ma, in una delle mie peregrinazioni per librerie, mi sono per caso imbattuta in questo libro e ho subito pensato che fosse per me e per lei, per noi. Preso, letto, riletto, amato tantissimo, regalato a tutti i compleanni e battesimi possibili.

2- Da questo libro è nata l’intuizione del Mezzo Mondo di Uescivà.

3- Sofia lo ha imparato a memoria, di sua sponte eh.

Non sempre, ma spesso, i libri di autori contemporanei che trovo per Sofia magari sono anche carini, magari sono anche PEDAGOGICAMENTE e PSICOLOGICAMENTE tarati per la sue età, ma in molti casi non dicono niente. Non-hanno-niente-da-dire.

Cosa ha invece di tanto speciale La grande domanda?

È un libro per bambini che (si) interroga sul senso della vita. È filosofico e poetico, ma è un libro per bambini. Sì sembra assurdo forse… Si interroga sul senso della vita nella lingua dei bambini e anche in quella degli adulti. È semplice e profondo nello stesso momento. Ha tanti livelli di lettura. Ogni volta che lo leggiamo io ci trovo qualche nuovo punto d’ispirazione e lei non si stufa. Ha poco testo e grandi disegni, ma dice e fa vedere tantissime cose. È comodo da leggere per la mamma. È immediato da ascoltare e recepire per il bambino. Sofia lo chiede tutte le sere, ma adesso è lei che lo “legge” a me.sofi12

È un libro che ha creato anche un certo disappunto nelle mamme a cui l’ho regalato. E per questo l’ho amato ancora di più. Ha creato disappunto perché tra i vari protagonisti c’è anche la morte.

La trama? Non ve la diciamo (anche perché, una trama vera e propria, non c’è).

***

La grande domanda 

48 pagine

Anno: 2004

Prezzo: 13,00 €

ISBN: 9788876416156

Editore E/O

Anobii

Le conversazioni copilillose. N° 1: la cacca.

Passata la fase della scoperta linguistica, stiamo entrando in quella delle conversazioni esistenziali, anche dette LE CONVERSAZIONI COPILILLOSE: interminabili, lunghissimi interrogatori sui misteri dell’universo e sui fondamentali dell’umano esistere.

sofi06b_colAdditando ad alta voce una signora per la strada: mamma quella singola fa la cacca?

(…) si

ma anche le falfalle fanno la cacca?

mmm penso di sì…

anche le zanzale?

si

e le galline e i pulcini e le zeble?

si

anche le vuove (uova) fanno la cacca?

no

e le giraffe e le mucche e i cavalli?

si

e le case fanno la cacca?

no

e le macchine e i camion?

no

e le renne di Babbo Natale fanno la cacca?

si

e Babbo Natale?

si, anche lui…

le zie però non fanno la cacca, lo ciai?

ah no? perché?

perché le zie non fanno la cacca perché sono le zie

ah…

e la nonna fa le cacche piccoline, il nonno gigaaaanti, anche il papà

ok, possiamo cambiare argomento adesso?

(pausa di silenzio)

e tu mamma fai la cacca?

mpfh….

 

Facciamo la nanna? E di altre grandi domande prima di andare a dormire

Perché non posso stare con voi anche la notte?
Perché non posso stare con voi anche la notte?

Certe sere d’estate, dopo aver messo a letto la pisquana, riassettato la cucina, caricato 8 kg di lavatrice per il giorno dopo, fatto finta di ridare una parvenza di ordine alla sala dove sembrava fosse esplosa una bomba atomica… certe di queste sere, sfiniti, io e lui ci sediamo sul balcone a prendere un po’ di fresco, per tirare un attimo il fiato e per stare semplicemente insieme (da soli). Certe volte ci beviamo una birra e facciamo due chiacchiere, altre stiamo in silenzio a guardare la luna gentilmente appesa sopra le nostre teste che sorride dei nostri piccoli e grandi guai e poi ci abbraccia, sempre, con la sua bianca corona. Una di queste sere, mentre ce ne stavamo lì ad ascoltare la sua luce chiara, da una delle finestre delle case vicine, è arrivato il pianto lungo di un bambino che non ne voleva sapere di smettere e di dormire. Allora ci siamo guardati, senza dire niente, guardati fino in fondo negli occhi, ricordando quelle volte che succedeva a noi che la pisquana non dormisse, ricordando tutta la fatica e tutte le cose imparate proprio da quei momenti…

Perché non posso dormire nel lettone?
Perché non posso dormire nel lettone?

Quando mi ci sono imbattuta io nella pisquana che non dormiva la notte (in super sintesi) prima di farmi venire l’ansia cercando mille risposte di qua o di là, mi sono fatta delle domande. Perché in generale nella vita a me capita così: quando mi servono delle risposte, soprattutto nelle situazioni incasinate, inizio a fare (e a farmi…) tante domande.

Lo diceva anche il signor Reinhold Niebuhr: «Non c’è risposta più assurda di quella a una domanda che non si pone».

Bè potrebbe anche sembrare una banalità… ma non è sempre così facile o scontato. Più che altro perché va a finire che poi bisogna mettersi in discussione. L’argomento nanna ci ha messi un po’ tutti in discussione: mi ha fatto imparare nuove cose di me, del mio rapporto con lei e anche del mio rapporto con lui. Cose che ci hanno fatto bene (oltre che ritrovare la quiete notturna).

Io intanto ho trovato queste 6 (+1) domande, in stile Uescivà, ovviamente. Altre idee?

 1- Perché non posso stare con la mia mamma e con il mio papà anche la notte?

2- E perché io devo stare qui in camera mia, da sola, a letto, al buio, mentre voi due state di là?

Perché devo andare a dormire proprio adesso?
Perché devo andare a dormire proprio adesso?

3- È così bello stare qui con te mentre mi racconti la mia favola preferita, perché devo accontentarmi di sentirla una volta sola e non almeno 10 volte di fila?

4- Appena ti chiamo, tu vieni da me e io sono così felice! Perché non dovrei continuare a chiamarti?

5- Oh insomma mamma, ho ancora così tante cose da fare: le mie bambole sono tutte lì in fila che mi aspettano. Perché devo andare a dormire proprio adesso?

6- Se ieri sera mi avete fatto dormire con voi nel lettone – ed è stato così bello! -, perché non ci posso stare anche stanotte e tutte le notti a venire?

+1– Se siete tranquilli voi, mamma e papà, mi sa che io vado a dormire più tranquilla.

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