Fiabesque, favole moderne

piccolo cuore di bambola“Piccolo Cuore Veloce abitava al secondo piano di una grande casa circondata da una siepe di gelsomino sempre fiorito e profumato. Divideva la sua camera dalle pareti a righe bianche e blu con quattro balene, un’ape, un coniglio che guidava una macchina a forma di carota e un piccolo panda. Piccolo Cuore veloce non era il suo vero nome, ma quello che le aveva dato Chicca, la sua bambola preferita. Chicca abitava nella vecchia cesta di vimini bianca – con i manici e un bel coperchio, tutto di vimini – che stava accanto al letto di Piccolo Cuore Veloce, ogni giorno e ogni notte. Nella cesta, insieme a Chicca, abitavano anche la bambola di pezza con i capelli di lana bionda, il drago di stoffa rossa, un paio di ali di fata, una piccola lavatrice rosa con le batterie scariche e una vecchia locomotiva di legno chiaro…” (To be continued…)

Vi presento la mia prima favola: Piccolo cuore di bambola,una fiaba che parla di amicizia, di bambole, di avventure e anche di desideri grandi e piccoli.

Questa favola, musicata da Luca Serà-Micheli e letta da Anahì Traversi, fa parte di un bellissimo progetto che si chiama Fiabesque che raccoglie fiabe moderne curate nei contenuti e verificate per l’età indicata. I testi sono letti da attori professionisti e corredate da una colonna sonora creata ad hoc. La composizione musicale si unisce alle parole creando una magica narrazione e un avvolgente mondo sonoro, il tutto in un file multimediale che sarà disponibile solo in formato digitale.

Potete seguire il mondo di Fiabesque anche su Facebook: non perdetevi le prossime uscite, stay tuned!

 

Facciamo la nanna? E di altre grandi domande prima di andare a dormire

Perché non posso stare con voi anche la notte?
Perché non posso stare con voi anche la notte?

Certe sere d’estate, dopo aver messo a letto la pisquana, riassettato la cucina, caricato 8 kg di lavatrice per il giorno dopo, fatto finta di ridare una parvenza di ordine alla sala dove sembrava fosse esplosa una bomba atomica… certe di queste sere, sfiniti, io e lui ci sediamo sul balcone a prendere un po’ di fresco, per tirare un attimo il fiato e per stare semplicemente insieme (da soli). Certe volte ci beviamo una birra e facciamo due chiacchiere, altre stiamo in silenzio a guardare la luna gentilmente appesa sopra le nostre teste che sorride dei nostri piccoli e grandi guai e poi ci abbraccia, sempre, con la sua bianca corona. Una di queste sere, mentre ce ne stavamo lì ad ascoltare la sua luce chiara, da una delle finestre delle case vicine, è arrivato il pianto lungo di un bambino che non ne voleva sapere di smettere e di dormire. Allora ci siamo guardati, senza dire niente, guardati fino in fondo negli occhi, ricordando quelle volte che succedeva a noi che la pisquana non dormisse, ricordando tutta la fatica e tutte le cose imparate proprio da quei momenti…

Perché non posso dormire nel lettone?
Perché non posso dormire nel lettone?

Quando mi ci sono imbattuta io nella pisquana che non dormiva la notte (in super sintesi) prima di farmi venire l’ansia cercando mille risposte di qua o di là, mi sono fatta delle domande. Perché in generale nella vita a me capita così: quando mi servono delle risposte, soprattutto nelle situazioni incasinate, inizio a fare (e a farmi…) tante domande.

Lo diceva anche il signor Reinhold Niebuhr: «Non c’è risposta più assurda di quella a una domanda che non si pone».

Bè potrebbe anche sembrare una banalità… ma non è sempre così facile o scontato. Più che altro perché va a finire che poi bisogna mettersi in discussione. L’argomento nanna ci ha messi un po’ tutti in discussione: mi ha fatto imparare nuove cose di me, del mio rapporto con lei e anche del mio rapporto con lui. Cose che ci hanno fatto bene (oltre che ritrovare la quiete notturna).

Io intanto ho trovato queste 6 (+1) domande, in stile Uescivà, ovviamente. Altre idee?

 1- Perché non posso stare con la mia mamma e con il mio papà anche la notte?

2- E perché io devo stare qui in camera mia, da sola, a letto, al buio, mentre voi due state di là?

Perché devo andare a dormire proprio adesso?
Perché devo andare a dormire proprio adesso?

3- È così bello stare qui con te mentre mi racconti la mia favola preferita, perché devo accontentarmi di sentirla una volta sola e non almeno 10 volte di fila?

4- Appena ti chiamo, tu vieni da me e io sono così felice! Perché non dovrei continuare a chiamarti?

5- Oh insomma mamma, ho ancora così tante cose da fare: le mie bambole sono tutte lì in fila che mi aspettano. Perché devo andare a dormire proprio adesso?

6- Se ieri sera mi avete fatto dormire con voi nel lettone – ed è stato così bello! -, perché non ci posso stare anche stanotte e tutte le notti a venire?

+1– Se siete tranquilli voi, mamma e papà, mi sa che io vado a dormire più tranquilla.

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