Il forno magico

Oggi Uescivà è ospite del bellissimo sito Play-Doh con una favola molto dolce e un po’ magica, venite a trovarci!

“La magia se n’era andata via. Non si riusciva proprio a capire il perché. Le ricette erano sempre le stesse. Gli ingredienti non erano cambiati. Il negozio era sempre quello. Lei era sempre lei…

La Signorina Jenny lavorava giorno e notte senza sosta. Era la proprietaria della piccola pasticceria all’angolo, la sua era la vetrina con le tende bianche e blu…

Ma i suoi non erano dolci qualunque…”

(La favola di Jenny continua QUI)

***

playdoh
Jenny la pasticciera magica aka La Pisquana

Le conversazioni copilillose.N°2: il tempo

“Mai dire prima quello che succederà dopo…”, dice il vecchio saggio alla giovane mamma…

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LUNEDI MATTINA
Mamma oggi viene cancuno a casa nostla?
No oggi no, gli amici vengono venerdì sera
Oggi è venerdì?
No oggi è lunedì, manca ancora tanto tempo…prima di venerdì ci sono martedì, mercoledì e giovedì
Ah

LUNEDI SERA
Mamma adeccio è venerdì sera?
No Sofia è lunedì sera
Oggi vengono gli amici?
No vengono venerdì sera
Domani è venerdì sera?
No, domani è (solo) martedì…
Ah

MARTEDI MATTINA
Mamma oggi vengono gli amici a casa nostla?
No, vengono venerdì sera
Stasela è venerdì?
No stasera è ancora martedì
Ah

MARTEDI SERA
Mamma oggi viene cancuno a casa nostla?
No!
Vengono venerdì?
Si
Quando è venerdì?
Tra due giorni
Ah

MERCOLEDI MATTINA
Oggi è venerdì?
No, è mercoledì
Gli amici vengono venerdì?
Si
Adeccio è sela?
No è mattina
Dopo è sela?
Si
Ah

MERCOLEDI SERA
Questo è il pranzo?
No, quando è buio è la cena
Gli amici vengono a cena?
Si
Domani?
No, venerdì, che è dopodomani, manca ancora un po’ di tempo Sofia, ancora un giorno…
Ah

GIOVEDI MATTINA
Mamma oggi è domani?
No!(!!!!!!!)
Domani è domani?
Si
Ah

GIOVEDI SERA
Papà lo ciai che stasela vengono gli amici a cena?!
Ah sì?!
Si è popio velo stanno allivando!
Ma sei sicura?
Ci! Me l’ha detto la mamma!

VENERDI MATTINA
Mamma oggi è venerdì?
Siiiii
Vengono gli amici
Siiii
Adeccio!
No!
Stasela?
Si!
Stasela è dopo?
Si…
Ah

VENERDI POMERIGGIO
Mamma adeccio è stasela?
No quando è buio è sera
Dopo?
Si
Dopo allivano gli amici?
Si
A cena?
Si
Ah

***

Lei vive in un luogo dove passato e presente, ieri e domani, prima e dopo non esistono. Un luogo dove l’estate non arriva prima dell’autunno e la sera non viene dopo la mattina. Dove il sabato e la domenica sono uguali agli altri giorni della settimana. Le ore, i minuti e i secondi non passano sopra alla sua testa, né visibili né invisibili. Un luogo dove non si hanno rimpianti per quello che è già successo o paura di quello che ancora deve capitare. Lei vive adesso. E il tempo è suo amico. 

La Signora Tredicipaia

– Mamma guarda ho tre piedi bellissimi
– No Sofia guarda che ne hai due di piedi
– Ma sei sicura?
– Si che sono sicura!
– Mamma secondo me tu ci vedi doppio!

***

Alla Signora Tredicipaia mancava sempre un giovedì.
L’aveva cercato nella borsetta, sotto al divano, nel frigorifero e giù in cantina.
Aveva sporto denuncia al commissariato delle questioni irrisolte.
Aveva fatto richiesta al ministero dei giorni perduti.
Ne aveva parlato con le amiche, quelle che pensavano di avere tutti i giorni pari al posto giusto.
Ogni primo mercoledì del mese la Signora Tredicipaia andava dalla Madonna della cause perse a chiedere di poter ritrovare il suo giovedì.
Con il cuore affranto, non riceveva risposte da nessuno ormai da anni.
Né dal commissariato delle questioni irrisolte, men che meno dal ministero dei giorni perduti, le amiche erano troppo impegnate a vantarsi di avere tutti i loro giorni pari al posto giusto e persino la Madonna delle cause perse sembrava essersi dimenticata di lei.
Ogni giorno della sua vita, da quando aveva perso il suo giovedì, aveva cercato, pregato, sperato. Con un’unica idea fissa nella mente: ritrovare ciò che aveva perduto.
Era il primo mercoledì del mese di maggio, la Signora Tredicipaia si era fermata più a lungo del solito ai piedi della Madonna delle cause perse, solo lì il suo cuore ferito non provava alcuna vergogna e trovava un poco di ristoro e di comprensione.
Era uscita dalla piccola chiesa con le lacrime tiepide che le rigavano le guance secche.
Quella bimba con gli occhi grandi e accesi come la prima stella della sera le era venuta incontro saltellando:
Guarda Signora, ho tre piedi bellissimi! – le aveva canticchiato piena d’orgoglio la bimba
No bella bimba, guarda che, come tutti, ne hai due di piedi – le aveva risposto seria seria la Signora Tredicipaia
Ne sei proprio sicura triste Signora? – aveva ribattuto ancora più seria la bimba
Ma certo! – aveva esclamato stupita la Signora Tredicipaia
Triste Signora secondo me tu ci vedi doppio! – e con un sorriso grande come il cielo la bella bimba aveva salutato la triste Signora ed era volata via.

La Signora Tredicipaia aveva ripreso il suo cammino verso casa sfiorando i muri delle case con la punta delle dita. Respirava l’aria opaca del tramonto. Sorrideva. Niente mai le era mancato.

***

L’avventura di Gnomo Dottore e la prova di Matilde, la fata apprendista delle Terre dell’Ovest

2014-01-03 16.59.18Gnomo Dottore quella mattina si era alzato di buon ora, come tutte le altre mattine del resto. Ma, diversamente dal solito, davanti al suo ambulatorio vicino alla grande quercia, non c’era la solita lunga fila di pazienti. Gnomo dottore aveva una missione ben più importante da portare a termine per Natale e si era preso qualche giorno per preparare la spedizione prima che la neve cadesse copiosa nel Bosco e rendesse difficile il cammino.

La sua amica Matilde, la fata apprendista delle Terre dell’Ovest, gli aveva chiesto un grande, grandissimo favore: “Gnomo Dottore solo tu conosci la strada ad Est del Bosco, solo tu conosci il sentiero. Da quel lato del mondo c’è una bimba che si chiama Sofia, a lei devo fare arrivare i miei libri preferiti, è il mio compito di Natale, mi serve per finire l’apprendistato di strega, devo fare un passaggio di consegna…”

“Nelle Terre dell’Est abitano i miei cari parenti, ogni Natale vado a trovarli, partirò qualche giorno prima e porterò i tuoi libri a Sofia”, le aveva risposto Gnomo Dottore.

2014-01-03 17.00.25Gnomo Dottore si era messo in cammino annusando il Vento del Nord per precedere l’arrivo della grande nevicata. Ma la vita del dottore, si sa, è una vita piena d’imprevisti ed emergenze. Arrivato alla tana dell’orso, che abitava vicino ai confini del Bosco, Gnomo Dottore sentì provenire dalla caverna lunghi lamenti e forti starnuti e si fermò per controllare le condizioni di salute del suo vecchio amico prima del grande letargo. Mentre lo gnomo si tratteneva con l’orso il tempo passava veloce e il Vento del Nord anticipò la sua corsa e la neve cominciò a cadere veloce e copiosa ai confini del grande Bosco. Quando uscì dalla tana dell’orso, Gnomo Dottore si trovò in mezzo alla bufera, avvolto da freddo e dal gelo.

IMG_20140107_182216Che freddo e che gelo, le ossa cominciarono a dolergli e il suo nasone a tremare per la febbre che saliva… Fortunatamente le sentinelle dei confini dell’Est lo trovarono nell’ora della ronda del vespro e lo portarono al caldo e al riparo e lo curarono. Ma i giorni erano passati, la grande nevicata aveva coperto i sentieri, bisognava aspettare che il primo sole sciogliesse un po’ il ghiaccio prima di rimettersi in cammino. Gnomo Dottore dovette trattenersi per il Natale ai confini del Bosco insieme alle sentinelle. Inviò due piccoli messaggeri, uno ai suoi parenti e uno a Sofia, ma il secondo smarrì la strada a causa della troppa neve… e nessuno ad Est sapeva che fine avessero fatto i libri di Matilde, la fata apprendista delle Terre dell’Ovest…

Con gli ultimi giorni di Dicembre la neve si quietò e il sole fece capolino e Gnomo Dottore riprese il suo cammino. Arrivò da Sofia l’ultimo giorno dell’anno. Lei ormai pensava che si fosse scordato e che il libri fossero perduti. Quando vide i libri nella busta gialla con i contrassegni del Bosco e delle Terre dell’Ovest, la gioia e la sorpresa furono ancora più grandi che se fossero arrivati come un regalo natalizio.

L’anno venturo la prova sarebbe toccata a lei: iniziava così, sotto il segno dell’imprevisto, l’anno nuovo, il suo apprendistato di fata dell’Est.

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Il nostro #RegalaunlibroperNatale si è trasformato in #RagalaunlibroperCapodanno e perciò abbiamo deciso di raccontarvelo in un modo un po’ speciale, proprio prendendo spunto dai regali ricevuti. Matilde, che ormai è una signorina, insieme a un libro nuovo, ci ha mandato anche due dei suoi libri preferiti di quando aveva l’età di Sofia: per questo eravamo molto preoccupate di non vederli arrivare! Grazie a lei e alla sua mamma Catia (A scuola con Matilde) per aver avuto questa dolcissima idea e per averci mandato tre libri illustrati dal grande Tony Wolf: Il Dottore del Bosco, La leggenda di Merlino e i cavalieri della tavola rotonda e Il Bosco, tutti Dami Editore.

Grazie anche a Federica, alias MammaMoglieDonna, e Floriana, alias Madre Creativa, che hanno organizzato tutto con grande perizia e pazienza.

La bichicettla e di altri rischi educativi

“C’è un momento in cui la vita compie uno scarto e muta? Perché la svolta può aleggiare in un attimo. Sei al bivio, imbocchi una via anziché un’altra, e solo dopo capisci perché. Anche se è nei chilometri percorsi prima, e magari nei suoi inciampi, sotto gli alberi dove hai cercato l’ombra, e nella forma delle nuvole sopra la testa, che la scelta si preparava”.

L’altro giorno abbiamo fatto la prima uscita in bicicletta (la sua bichicettla, io a piedi) on-the-road, o meglio on-the-marciapiede, da casa al fruttivendolo. Poca roba insomma (non abitiamo in una metropoli, ma in un paesupolo). Però con tutti gli ostacoli del caso, che per un adulto sono abitudine e minuzia, ma per una pisquana mica pizza e fichi, hanno tutta un’altra misura. Sali scendi, asfalto irregolare, attraversamenti, tratto di strada senza marciapiede, svolte. Il tutto nel mezzo del traffico. Ecco ero lì che la guardavo pedalare mentre si guardava i piedi anziché guardare la strada davanti a sé e mi è venuto un bel flash di quello che mi aspetta come mamma, come educatrice, come quella insomma che (insieme al suo papà, a tutto il resto della famiglia e agli amici, per fortuna!) dovrà insegnarle a deambulare autonomamente per le strade del mondo…

sofi_bici copiaE perciò quando l’asfalto si incrina e lei molla subito la pedalata. Quando tira dritto senza guardare se arriva una macchina. Quando, se vede arrivare una macchina, le inchioda davanti, urlando, senza spostarsi. Quando, anziché frenare, punta dritto a tutta birra contro al palo della luce. Quando pianta la bici in mezzo alla strada a pochi metri dalla meta dicendo: mamma sono stanca… (ma di cosa?!?). Eccomi lì a prendere micro decisioni sul da farsi, sulla misura e la tempistica del mio intervento, che mi trattengo dall’intervenire subito (si ma allora quand’è il momento giusto?) o dal perdere la trebisonda in meno di trentananosecondi (la pazienza non è esattamente il mio forte…). Che mi viene da pensare: non le rimetto in mano una bici fino ai 18 anni (ah no ma lì magari avrà già tra le mani una macchina…). Microdecisioni che, ad un certo punto, diventeranno macrodecisioni.

Io sono cresciuta in una famiglia dove c’è stato da arrangiarsi fin da subito e sì, certe volte, mi chiedo se sarebbe stato più facile crescere con una di quelle mamme superaccessoriate che cercano di mettere la gomma piuma sugli spigoli del mondo e danno una potatina qua e là alle spine della vita. Poi penso a quei momenti in cui ti trovi la macchina davanti e non sai da che parte girarti e ti viene da piangere e urlare e piantare lì la bici… e sì quanti me ne sono capitati di quei momenti (e quanti ancora…), ma la bici alla fine non l’ho mai mollata, magari qualche volta sono finita sotto alla macchina con la bici e tutto il resto, però poi eccomi qui, ancora on the road con una pisquana al seguito…

Quindi, cara la mia pisquana, tu dovrai anche imparare ad andare in bicicletta, ma io dovrò imparare a insegnarti a pedalare sulle strade della vita, mica pizza e fichi!