La bichicettla e di altri rischi educativi

“C’è un momento in cui la vita compie uno scarto e muta? Perché la svolta può aleggiare in un attimo. Sei al bivio, imbocchi una via anziché un’altra, e solo dopo capisci perché. Anche se è nei chilometri percorsi prima, e magari nei suoi inciampi, sotto gli alberi dove hai cercato l’ombra, e nella forma delle nuvole sopra la testa, che la scelta si preparava”.

L’altro giorno abbiamo fatto la prima uscita in bicicletta (la sua bichicettla, io a piedi) on-the-road, o meglio on-the-marciapiede, da casa al fruttivendolo. Poca roba insomma (non abitiamo in una metropoli, ma in un paesupolo). Però con tutti gli ostacoli del caso, che per un adulto sono abitudine e minuzia, ma per una pisquana mica pizza e fichi, hanno tutta un’altra misura. Sali scendi, asfalto irregolare, attraversamenti, tratto di strada senza marciapiede, svolte. Il tutto nel mezzo del traffico. Ecco ero lì che la guardavo pedalare mentre si guardava i piedi anziché guardare la strada davanti a sé e mi è venuto un bel flash di quello che mi aspetta come mamma, come educatrice, come quella insomma che (insieme al suo papà, a tutto il resto della famiglia e agli amici, per fortuna!) dovrà insegnarle a deambulare autonomamente per le strade del mondo…

sofi_bici copiaE perciò quando l’asfalto si incrina e lei molla subito la pedalata. Quando tira dritto senza guardare se arriva una macchina. Quando, se vede arrivare una macchina, le inchioda davanti, urlando, senza spostarsi. Quando, anziché frenare, punta dritto a tutta birra contro al palo della luce. Quando pianta la bici in mezzo alla strada a pochi metri dalla meta dicendo: mamma sono stanca… (ma di cosa?!?). Eccomi lì a prendere micro decisioni sul da farsi, sulla misura e la tempistica del mio intervento, che mi trattengo dall’intervenire subito (si ma allora quand’è il momento giusto?) o dal perdere la trebisonda in meno di trentananosecondi (la pazienza non è esattamente il mio forte…). Che mi viene da pensare: non le rimetto in mano una bici fino ai 18 anni (ah no ma lì magari avrà già tra le mani una macchina…). Microdecisioni che, ad un certo punto, diventeranno macrodecisioni.

Io sono cresciuta in una famiglia dove c’è stato da arrangiarsi fin da subito e sì, certe volte, mi chiedo se sarebbe stato più facile crescere con una di quelle mamme superaccessoriate che cercano di mettere la gomma piuma sugli spigoli del mondo e danno una potatina qua e là alle spine della vita. Poi penso a quei momenti in cui ti trovi la macchina davanti e non sai da che parte girarti e ti viene da piangere e urlare e piantare lì la bici… e sì quanti me ne sono capitati di quei momenti (e quanti ancora…), ma la bici alla fine non l’ho mai mollata, magari qualche volta sono finita sotto alla macchina con la bici e tutto il resto, però poi eccomi qui, ancora on the road con una pisquana al seguito…

Quindi, cara la mia pisquana, tu dovrai anche imparare ad andare in bicicletta, ma io dovrò imparare a insegnarti a pedalare sulle strade della vita, mica pizza e fichi!

 

7 thoughts on “La bichicettla e di altri rischi educativi

  1. Giuro che leggendo mi sono fatta prendere dal panico! POVERA la tua bimba!
    E coraggiosa tu! Sarai sicuramente una grande mamma, educatrice e compagna di vita della tua piccola 😀
    Per quanto riguarda la bici.. non metterla da parte! Insisti, perchè la bimba deve imparare ad acquistare fiducia in se stessa, anche su un mezzo!
    Te lo dico io, che sono stata un pò traumatizzata dai miei genitori che non hanno avuto questa tenacia.. e ho dovuto affrontare tutto da sola, dopo i 18 anni!!!
    Un abbraccio!

      1. Ehhe queste sono proprio le cose che mi passano per la testa quando penso alla possibilità di mettere al mondo una mia ‘pisquana’, quante responsabilità, quante scelte da fare con la paura di sbagliare!Serve tanto tanto coraggio (mica pizza e fichi!), per te stessa, ma soprattutto da infondere a lei , che un giorno quella strada la dovrà fare ad occhi chiusi (si fa per dire ovviamente :D), senza mai fermarsi, anche se le verrà voglia di piantare la bicicletta lì ed andarsene via 🙂

        1. … da un certo punto di vista, mi sa che forse è meglio pensarci di più dopo piuttosto che prima a queste cose. In punta di piedi, ti dico col cuore: non rinunciare per paura, non ne vale la pena. Ad ogni modo, nel caso, sarà proprio il tuo pisquano a insegnarti a diventare la sua mamma…

  2. La mia pisquanella non è ancora arrivata e io già faccio rifornimento di gomma piuma! Ripensandoci, però, sarebbe meglio pensare solo a una scorta di cerottini…Qualche caduta è inevitabile! Bello questo blog!

    1. Eh eh… sembra un paradosso, ma misa che ci si fa meno male a fare scorta di cerotti che di gomma piuma, un po’ per lei e qualcuno anche per te 😉
      Grazie!

  3. un amica mi disse: far capire di comprendere la fatica che sta facendo, e fargli capire di esserci sempre. tanto la soluzione mica ce l’ hai tu, il bello è fare un passo insieme! considerazione delle 2.30 di notte con bimbo che gioca sul tappeto.
    ola!

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