Pane, amore e fantasia

Ci sono una mamma che scrive favole, una foodblogger e una nutrizionista* … Potrebbe cominciare così la presentazione di questa nuova rubrica del Mezzo Mondo di Uescivà che si chiamerà: Pane, amore e fantasia. Di cosa si tratta? Siamo partite da alcune monumentali domande con cui ogni mamma, prima o poi, nella sua carriera di mamma deve fare i conti. E abbiamo pensato di rispondere alla maniera di Uescivà. Ci sarà una favola pensata e scritta ad hoc su argomento specifico inerente l’alimentazione dell’infanzia, una illustrazione creata proprio per accompagnare quella storia e un commento “tecnico” della nutrizionista. A breve la prima puntata, intanto ecco qui da dove siamo partite: "Perché i bambini fanno tanti capricci a tavola? Perché non gli piacciono le verdure? Perché le loro preferenze a volte riguardano non solo i dolci o alimenti più scontati, ma a volte dei cibi che non ci aspetteremmo mai? Cosa li attrae nel cibo? Perché in alcuni momenti sembra che non gli piaccia nulla? Perché succede che non vogliano più mangiare? Per rispondere a queste domande è essenziale partire dal fatto che i bambini hanno bisogno di essere “alimentati”, non soltanto “nutriti”. La differenza tra alimentazione e nutrizione è cruciale: la nutrizione rappresenta l’assunzione di una adeguata quantità e qualità di cibo, mentre nell’alimentazione rientrano anche la sfera emotiva, sociale e relazionale legata all’atto di mangiare. pane amore e fantasia Il comportamento alimentare del bambino da un lato è più spontaneo rispetto a quello di un adulto, perché ancora poco influenzato dall’ambiente culturale, per cui in una situazione di normalità il bambino è in grado di percepire spontaneamente la sensazione di fame e di sazietà e il proprio gusto personale. I bambini hanno un gusto molto più sviluppato degli adulti! Come fare a conoscerlo? È vero anche, però, che il comportamento alimentare è un processo di apprendimento, e il bambino apprende da ciò che ha intorno, e modula le sue azioni in risposta agli stimoli esterni, in questo caso soprattutto alla famiglia. Come aiutare il bambino a stabilire un buon rapporto con il cibo e come fare a rispondere alle provocazioni messe in scena durante i pasti? Uno dei grandi interrogativi dei genitori rispetto al comportamento alimentare alquanto imprevedibile dei bambini è: ma che criterio hanno per scegliere ciò che piace e ciò che non piace? A parte alcuni alimenti che rimangono “i preferiti” per tutta la vita, il gusto dei bambini sembra altamente mutevole. Avremo tempo di parlare della formazione del gusto nei bambini, intanto state certi di una cosa: i bambini hanno dei gusti innati, ma ben presto iniziano a formare un loro gusto personale, e molto più spontaneo e raffinato di quello degli adulti! Il bambino da un lato è curioso e ama esplorare, ma dall’altro conserva ancora quel qualcosa di primitivo che noi adulti abbiamo perso da tempo, ovvero l’istinto di sopravvivenza. Come facevano i primi uomini a capire ciò che si poteva mangiare e ciò che era velenoso? In primis diffidando dal sapore amaro, in secondo luogo osservando la forma, il colore e la consistenza del cibo. Non a caso è molto più semplice far assaggiare al bambino alimenti dolci e dalle forme piacevoli. L’alimentazione è scoperta, e anche gioco: i bambini devono poter toccare, annusare, guardare anche da lontano i nuovi alimenti, soprattutto quelli meno appetibili, finché non comprendono che si possono fidare e possono permettersi di esplorarne il sapore. Tenendo conto di tutto ciò, l’adulto deve abbandonare un po’ l’illusione di avere il ruolo di chi “insegna” a mangiare bene… piuttosto mettetevi nella posizione di aiuto-esploratore!" By Maria Vicini* pane amore e fantasia *Maria Vicini, laureata con lode in Tecniche Erboristiche e Scienze dell’Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Perugia. Specializzata con un Master sui Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), si occupa di riabilitazione nutrizionale di bambini, adolescenti e adulti con DCA presso il Centro per DCA USL Umbria 1 “Palazzo Francisci” di Todi e lavora per il Numero Verde SOS DCA (Istituto Superiore di Sanità – USL Umbria 1). Collaboratrice nelle ricerche multicentriche sui DCA promosse dal Ministero della Salute e nella Consensus Conference sui DCA promossa dall’Istituto Superiore di Sanità. È docente e formatrice nei corsi di formazione sui DCA per Aziende Sanitarie del territorio nazionale e Centri DCA in apertura o aggiornamento. Attualmente formatrice per conto della ASL 1 dell’Umbria per l’apertura e il tutoraggio del Centro DCA a Malta. Mail: maria.vicini@gmail.com

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