Non si gioca con il cibo! … E perché no?

Domani pubblicherò la prima favola della rubrica Pane, amore e fantasia. Due (importanti) domande alla  nostra nutrizionista* che ci spiega perché non è vero che non si gioca con il cibo e perché una favola può essere utile (anche) per accompagnare serenamente un bimbo nell’avventura del mangiar bene:

Che rapporto c’è tra cibo e fantasia?

Una delle cose che mi ricordo di più dell’asilo è quando giocavo con i miei compagni in mensa. Era un gioco che avevamo inventato noi, la maestra non ne sapeva niente (e noi di questo eravamo molto orgogliosi!). Il gioco consisteva nel far finta di essere in certe situazioni a seconda di quello che ci trovavamo nel piatto. Ad esempio: il purè di patate era il gelato, per cui quando ci servivano il purè noi ci trasformavamo nelle signore che uscivano a prendere il gelato al bar o in spiaggia. Lo yogurt invece era la medicina, per cui giocavamo a fare i pazienti dell’ospedale.

I bambini infilano la fantasia in ogni cosa, in ogni momento. Questo non toglie niente alla realtà, non sostituisce qualcosa alla realtà, ma la arricchisce. Noi non facevamo quel gioco perché quei cibi non ci piacevano, ma nelle nostre mani quel cibo si trasformava e ci dava occasione di vivere un’avventura.

A questo servono le favole che vi proponiamo: stimolare nel bambino la fantasia rispetto al tema del cibo e, soprattutto, condividere questo momento con loro.

Come dobbiamo leggere e “usare” una favola che parla di cibo con i nostri bimbi?

Leggete la favola con i vostri figli, proponete di disegnare i personaggi (o a fare altri collage come le illustrazioni che proponiamo noi), fate risaltare sia la parte “avventurosa”, sia la “morale”.

Attenzione però nel caso dei bimbi che hanno difficoltà nel mangiare alcuni alimenti o problemi in generale al momento dei pasti, le favole non servono a “fare la morale”, ma solo a stimolare curiosità e fantasia, ad aprire le porta all’avventura anche rispetto al cibo. Questo è l’aiuto migliore che possiamo dare ai bambini in difficoltà (ma anche a quelli capricciosi): rendere più piacevole e sereno il momento del pasto o il tema del cibo, condividere con loro un momento bello e un’avventura rispetto a questo argomento, che può diventare scottante quando sono presenti alcune criticità.

pane amore e fantasia

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*Maria Vicini, laureata con lode in Tecniche Erboristiche e Scienze dell’Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Perugia. Specializzata con un Master sui Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), si occupa di riabilitazione nutrizionale di bambini, adolescenti e adulti con DCA presso il Centro per DCA USL Umbria 1 “Palazzo Francisci” di Todi e lavora per il Numero Verde SOS DCA (Istituto Superiore di Sanità – USL Umbria 1). Collaboratrice nelle ricerche multicentriche sui DCA promosse dal Ministero della Salute e nella Consensus Conference sui DCA promossa dall’Istituto Superiore di Sanità. È docente e formatrice nei corsi di formazione sui DCA per Aziende Sanitarie del territorio nazionale e Centri DCA in apertura o aggiornamento. Attualmente formatrice per conto della ASL 1 dell’Umbria per l’apertura e il tutoraggio del Centro DCA a Malta. Mail: maria.vicini@gmail.com

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