Le conversazioni pericolose

Stasera puoi tornare per le 19e30 che dobbiamo uscire?

Si si, certo!

Ore 19.30: non compare all’orizzonte e non dà segni di vita…

…sono le 19.30, dove sei?

In ufficio

Ma ti avevo chiesto di tornare un pochino prima…

Eh si lo so…

Quindi?

Parto tra 10 minuti (= almeno 30 minuti maritesi)

Ma così arrivi tardissimo!

Eh si lo so…

Quindi?

Parto tra 10 minuti…

Mio marito arriva da un altro mondo, da un pianeta molto diverso da quello dove sono nata io. Lui arriva dal Pianeta del tempo perduto. E questa è stata una scoperta importante.

All’inizio ci rimanevo male, mi infuriavo, perdevo letteralmente la trebisonda, pensavo facesse apposta, non-mi-amasse-più! E via di allegre e variopinte guerriglie domestiche. Poi ho capito che lui arriva dal Pianeta del tempo perduto e c’è poco da fare.

Sul suo pianeta 10 minuti dei miei durano almeno mezzora, “subito” può avere molte accezioni. Sul suo pianeta si vive sereni, non si quantifica l’amore in centesimi di secondo, ma in infiniti piccoli gesti fatti di silenziosa pazienza. Il tempo non è qualcosa che si possa sprecare, come l’amore, non si può misurare. Sul suo pianeta esistono anche le mezze misure, non quelle borghesi che accomodano giustificazioni posticce, ma quelle che abbracciano anche l’imperfezione del vivere.

Mio marito arriva dal Pianeta del tempo perduto, da un posto deve si conservano tutti minuti che ho sprecato ad arrabbiarmi per i più svariati inutili motivi. Un posto dove si ama anche la mia furiosa impazienza.

Poi quella sera, alla fine, siamo arrivati puntuali.

Quando il papà bacia la mamma

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