Waiting for Topo Tip

TTM_CasaZieIo amo le serie animate e i film d’animazione. Devo confessarlo: non vedevo l’ora che la pisquana raggiungesse l’età adatta per guardare i miei cartoon preferiti insieme a lei. Quindi è con grande gioia e trepidazione che attendo l’approdo in tv della serie animata di Topo Tip, la cui produzione è stata curata da Studio Bozzetto&Co, lo studio d’animazione per cui Fabio, ovvero colui che realizza le illustrazioni di Uescivà, lavora.

Insomma, metteteci uno studio italiano di animazione 3D di giovani talenti, aggiungete un personaggio che nasce da una collana di libri best seller (così per dire: 7,8 mln di copie vendute in tutto il mondo, di cui più di 2 mln in Italia), condite con un pizzico di “mito” dell’animazione italiana e otterrete Topo Tip!

TTM_TipJody_MerendaDi cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di una “ricetta” che unisce fantasia, creatività, animazione 3D d’eccellenza, il tutto made in Italy, in una serie di cartoon che a settembre approderà su Rai Due prima e su Rai Yoyo poi.

Chi è Topo Tip? Tip è il protagonista di una collana di libri per bambini di grande successo, edita da Giunti Editore e tradotta in 28 lingue in tutto il mondo che, dalle pagine dei suoi colorati libricini, sbarca sul piccolo schermo per fare compagnia ai nostri pisquani e fare felici noi mamme con una una serie tv (finalmente) di grande qualità!

TTM_FamilyTip abita 
in un angolino di prato, non lontano dagli esseri umani, in un piccolo villaggio. Vive con la sua famiglia in una casetta con mobili fatti con oggetti che gli umani hanno perduto o gettato via.
Qui si svolgono tutte le avventure che il piccolo topino, percorrendo lo straordinario viaggio del crescere, si trova ad affrontare.
 Dormire dai nonni, imparare a mangiare verdure o a rialzarsi da una caduta saranno per Topo Tip grandi e talvolta rocambolesche esperienze.
 Ma le vere conquiste, quei mattoncini che poi serviranno a creare un topino sereno, non sono mai facili. Bisogna passare attraverso reticenze, paure e tanti no, per poi addormentarsi dopo una bella risata, soddisfatti per essere diventati un pochino più grandi.

TipJody_SmileStudio Bozzetto&Co ha curato tutto il lavoro di pre-produzione, produzione e post-produzione, elaborando un complesso lavoro non solo sul restyling dei personaggi, ma anche degli ambienti in cui si sviluppano gli episodi. La serie televisiva è diretta da Andrea Bozzetto e prodotta dallo Studio Bozzzetto&Co in collaborazione con Rai Fiction, Giunti Editore, Studio Campedelli e la tedesca m4e.

Ecco qui il primo trailer della serie.

Stay Tuned!

C’era una volta (e c’è ancora) una perfetta pessima madre…

Questa è una specie di comunicazione di servizio dove vi spiego cos’è quel disegno bianco e rosso che è comparso lì a destra…

Se anche a voi è capitato di parcheggiare un pisquano davanti alla tv per poi rifugiarvi in un’altra stanza a mangiare Pringles o altre schifezze di nascosto, prima di cena, senza farvi sgamare dal suddetto.

Se anche a voi è capitato di sentire rumori sospetti, festanti e sguazzanti provenire dalla vasca da bagno e di ignorarli per finire di farvi i fatti vostri pensando: “…alla peggio trovo il bagno allagato” (e così fu).

Se anche a voi è capitato di chiedere il bis di stuzzichini durante un aperitivo giustificandovi con il cameriere dicendo: “sono per la bambina…” (…)

Se anche a voi è capitato qualcosa di simile. Se anche voi potete aggiungere i vostri aneddoti a questa lista.

Se anche a voi, insomma, – almeno una volta nella vita, in un anno, in un mese, in una settimana o in un giorno – è capitato di sentirvi una perfetta pessima madre, ecco Lucrezia ha creato questo spazio proprio per voi noi, un luogo ideale per madri degeneri che hanno bisogno di fare outing in libertà. E io, che dire, mi sono sentita subito a casa!

Qui è dove ho scelto alcuni punti che mi appartengono, potete trovare il manifesto completo sul blog di C’era una vodka. Potete anche unirvi al gruppo scaricando il logo disegnato da Burabacio. Insomma divertitevi, scatenatevi, aggiungete o togliete punti, e fate come vi pare.

Ricapitolando, siamo pessime madri perché:

– parcheggiamo i nostri nani davanti la tv (mentre ci nascondiamo in un’altra stanza a mangiare Pringles e altre schifezze prima di cena)

– non abbiamo dimestichezza col parco e altri luoghi a misura di Nano;

 – non vediamo l’ora di andare al lavoro per respirare un po’ di libertà;

– portiamo i nostri figli all’asilo nido anche durante i giorni liberi. D’altra parte lo paghiamo profumatamente;

– durante la gravidanza erano le sigarette (e la vodka) a mancarci, mica il prosciutto;

– lasciamo ai papà i lavori “sporchi”;

– aspettiamo ansiose che crescano un po’;

– ignoriamo le urla dei nostri figli a favore di un po’ di sano cazzeggio sul web;

– lasciamo i nostri figli a nonne (o a baby sitter) pur di fare un po’ di shopping, o andare a prender un caffé con le amiche, o per farci un po’ di cazzi nostri in santa pace;

– le salviettine umide sono il nostro lasciapassare per la libertà;

– cuciniamo ai nostri figli cene veloci e frugali tanto a pranzo mangiano bene all’asilo;

– ci rilassiamo talmente tanto dopo averli lasciati al nido che ci dimentichiamo di andarli a riprendere;

– deleghiamo all’asilo totale fiducia per tutto quello che riguarda gli aspetti della loro educazione;

– se si addormentano con gli stivaletti di gomma ai piedi, dopo aver saltellato nelle pozzanghere, guai a svegliarli. anche se sappiamo che il giorno dopo avranno la febbre;

– dimentichiamo di portare dolci e biscotti quando al nido si festeggia un compleanno. Il loro compleanno;

 – i figli si trascinano ovunque, anche nei peggior bar di Caracas;

– quando torna il papà dal lavoro concediamo loro il lusso di stare con i loro figli. Per tutta la sera;

– perché con i nostri figli non è scattato il colpo di fulmine ma ce ne siamo innamorate a poco a poco;

– siamo convinte di essere madri ma anche, e soprattutto, donne.

club_delle_pessime_madri

Le conversazioni pericolose

Stasera puoi tornare per le 19e30 che dobbiamo uscire?

Si si, certo!

Ore 19.30: non compare all’orizzonte e non dà segni di vita…

…sono le 19.30, dove sei?

In ufficio

Ma ti avevo chiesto di tornare un pochino prima…

Eh si lo so…

Quindi?

Parto tra 10 minuti (= almeno 30 minuti maritesi)

Ma così arrivi tardissimo!

Eh si lo so…

Quindi?

Parto tra 10 minuti…

Mio marito arriva da un altro mondo, da un pianeta molto diverso da quello dove sono nata io. Lui arriva dal Pianeta del tempo perduto. E questa è stata una scoperta importante.

All’inizio ci rimanevo male, mi infuriavo, perdevo letteralmente la trebisonda, pensavo facesse apposta, non-mi-amasse-più! E via di allegre e variopinte guerriglie domestiche. Poi ho capito che lui arriva dal Pianeta del tempo perduto e c’è poco da fare.

Sul suo pianeta 10 minuti dei miei durano almeno mezzora, “subito” può avere molte accezioni. Sul suo pianeta si vive sereni, non si quantifica l’amore in centesimi di secondo, ma in infiniti piccoli gesti fatti di silenziosa pazienza. Il tempo non è qualcosa che si possa sprecare, come l’amore, non si può misurare. Sul suo pianeta esistono anche le mezze misure, non quelle borghesi che accomodano giustificazioni posticce, ma quelle che abbracciano anche l’imperfezione del vivere.

Mio marito arriva dal Pianeta del tempo perduto, da un posto deve si conservano tutti minuti che ho sprecato ad arrabbiarmi per i più svariati inutili motivi. Un posto dove si ama anche la mia furiosa impazienza.

Poi quella sera, alla fine, siamo arrivati puntuali.

Quando il papà bacia la mamma

Le più migliori pisquanate, ovvero quando la mamma ha la febbre…

E così, anche quest’anno, l’autunno è arrivato con tutta la sua uggia. Tutte le mamme sono terrorizzate, a buon diritto, per i loro pisquani, dall’arrivo delle prime febbri, influenze e malanni di stagione. Ecco, a casa nostra è successa una cosa ben peggiore: a buscarsi l’influenza ’sto giro è stata la sottoscritta, con tanto di febbre, che era tipo dalle medie che non mi veniva. Smetto subito di scrivere perché mi si stanno già incrociando gli occhi…

Per tirarmi su di morale ho raccolto le più migliori pisquanate dell’ultimo periodo, voi quale preferite? Mi aiutate a scegliere plissss? E se volete regalarmi qualcuna delle vostre più migliori pisquanate sarebbe fantastico!

 

Le più migliori:

A- Mi stavo provando un paio di sandali davanti allo specchio, quando la sua piccola voce simpatica mi è arrivata da dietro la schiena: Mamma! Hai finito di giocare con quelle scappe?!

B- E tu Sofia cosa vuoi fare da grande? Ah Ah (grasse risate), ma mamma cogia dici?! Io ciono una cemmena, le cemmene non lavorano. Solo i macchi lavorano…

C- Entro in camera sua: ma Sofia, cos’è questo disastro?! Mamma! Non ti arrabbiare, c’è una festa qui!

D- Mamma come mai hai i capelli sulle gambe?

E- Sulla spiaggia, indicando con il dito un signore molto panzuto e baffuto a distanza molto ravvicinata: mamma guadda che pancia gigante quel cignore: ha un bambino lì dentro?

F- Mamma perché io non ci sono al vostro matrimonio?

G- Mamma perché il papà ha la coda lì davanti?

H- Salgono in macchina loro due da soli: papà dov’è la mamma?! Senza la mamma siamo persi!

I- Guardando le immagini del Parlamento al tiggì: mamma, dove sono tutte le cemmene?

L- Sofia svegliati che è tardi, dobbiamo andare all’asilo. Mamma vai tu, io sto qui.

M- Papà ci baciamo come Iaiel e il Cimpete?

 LEGENDA: Scappe= sandali nuovi con super zeppa; Cemmene= femmine; Macchi= maschi; Iaiel= la Sirenetta Ariel; Cimpete= Principe Eric