La Grande Bellezza (e dintorni)

In questi giorni molto si parla di “grande bellezza”. Questo post non c’entra niente con il film (che non ho ancora visto) che ha appena riportato l’Oscar in Italia dopo quindici anni. Qui è dove rispondo all’invito di Silvana: “il titolo dell’ultima opera di Paolo Sorrentino mi ha spinto a chiedermi cosa sia per me la Grande Bellezza. Dove la scorgo, se ancora ci riesco, nel mio cammino quotidiano“. La sua lista è molto bella e mi appartiene e non aggiungerei né toglierei nulla. Va bene così.

Io potrei passare tutta la vita a fare interminabili liste che raccolgono grandi bellezze che mi capita di trovare anche nei momenti più duri, negli angoli più lerci, nelle pieghe più tremende della vita.

La cosa che però più mi affascina è che a questi strani animali che siamo noi esseri umani sia stata data in dono la capacità e la responsabilità, non solo di scorgere la grande bellezza, ma anche di catturare quegli attimi, tenerli, conservarli, riportarli e riconsegnarli agli altri e al mondo. Che sia con una parola, con un’immagine, con un disegno o con un sorriso, con una poesia o con un gesto.

Avere la grazia di vivere con un bambino amplifica e stimola l’esercizio di trovare la grande bellezza nelle piccole cose quotidiane, questo blog nasce proprio da qui, da tutte le cose che mi sta insegnando a guardare la mia pisquana e di cui mi sento ormai responsabile. Da piccole grandi bellezze sono nate anche “Le cose che piacciono a Sofia”. Ecco, qui le riunisco tutte insieme ai bellissimi disegni di Fabio.

Sofi03d - CopiaI. Le cose che piacciono a Sofia molte volte sono cose a cui i grandi non fanno più molto caso perché ci sono abituati.
I camion per la strada
La mamma che sorride
Gli aerei nel cielo
Le campane che suonano a festa
La carta dei regali
Le cose nelle tasche
L’ombrello
Le bacche sui rami dei cespugli
Quando il papà abbraccia la mamma
Guardare le persone
I bottoni
Chiedersi: perché?

sofi10_no scrittaII. Le cose che piacciono a Sofia certe volte sono cose che ai grandi non piacciono più.
Una giornata di pioggia
Fare le coccole
Raccontare tante cose
Tornare dalle vacanze

III. Le cose che piacciono a Sofia certe volte sono cose che non piacciono agli altri bambini.sofi13
Sgranocchiare carote e i finocchi crudi
Dormire tanto!
Lavarsi i denti
Il buio
Bere lo sciroppo

IV. Le cose che piacciono a Sofia sono le cose che piacciono a tutti i bambini.
Andare a caccia di pozzanghere giganti
I cartoni animatisofi14
Il cioccolato
Disubbidire!
I nonni
Saltare sul divano
Fare le capriole
Fare i capricci
Le scale e i gradini di ogni tipo
Fare come fanno la mamma e il papà
Le carezze
Il ciucio
Infilare le dita nei maccheroni al sugo

sofi15V. Le cose che piacciono a Sofia sono anche un po’ strane.
Le caccole
Il ketchup
Mangiare il Didò
Farsi delle collane con le mutande (pulite) della mamma
Il tappo della biro

***

Ecco la gallery completa delle cose che piacciono a Sofia, clicca per ingrandire e guardare i disegni!

 

C’erano una volta una mamma, una pisquana e il carnevale

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C’era una volta (e c’è ancora) una mamma che odiava il carnevale, il rosa fucsia, le paillettes, i raduni mascherati per la strada e gli assemblamenti di bambini urlanti.

C’era una volta (e c’è ancora) una mamma che odiava le principesse ammiccanti e vestite di rosa.

C’era una volta (e c’è ancora) una mamma, stonata come poche, che odiava le canzoncine con i gesti, le canzoncine in cerchio, le canzoncine di gruppo, le canzoncine di ogni tipo.

C’era una volta (e c’è ancora) una mamma che odiava le festine di compleanno di massa, le chiacchiere con le altre mamme alle festine di compleanno, le chiacchiere con le altre mamme interrotte da bambini urlanti, le chiacchiere di circostanza, le chiacchiere interrotte in generale, le chiacchiere a vanvera e quelli che non stanno mai zitti.

C’era una volta (e c’è ancora) una mamma che odiava i bambini urlanti (solo quelli urlanti eh).

C’era una volta (e c’è ancora) una pisquana che si vestiva solo di rosa fucsia, preferibilmente con molte paillettes, e che si sarebbe travestita da principessa anche per fare la doccia e per andare a dormire.

C’era una volta (e c’è ancora) una pisquana che adorava gli assemblamenti di bambini urlanti di qualunque tipo, se in piazza meglio ancora.

C’era una volta (e c’è ancora) una pisquana, molto intonata, che adorava le canzoncine con i gesti, le canzoncine in cerchio, le canzoncine di gruppo, le canzoncine di ogni tipo.

C’era una volta (e c’è ancora) una pisquana che adorava le festine di compleanno di massa e interrompere le chiacchiere delle mamme alle festine di compleanno di massa.

C’era una volta (e c’è ancora) una pisquana che adorava i bambini urlanti (e anche tutti gli altri eh).

C’era una volta (e c’è ancora) una pisquana che era una bambina urlante e non stava mai zitta.

C’erano una volta una mamma e una pisquana. E poi ci siamo io e te (che usciamo di testa per qualunque tipo di scarpa, scarpina, scarpetta. Per esempio…).

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“La grande domanda” ovvero di libri preferiti e di bei posticini che parlano di buone letture

Oggi la pisquana e io siamo ospiti di un bel blog che si chiama Scaffale Basso. Si tratta di un ottimo posticino dove si parla di libri per bambini, di libri belli e di buone letture e dove hanno da poco inaugurato un’interessante rubrica che si chiama “Il libro di…”,  qui potete presentare e raccontare il vostro libro preferito, bell’idea vero? Andate a farci un giretto!
562347_413651918760369_900527764_nQuello che presentiamo è un libro che per noi è un po’ speciale:  La grande domanda di Wolf Erlbruch, prima che della pisquana è stato il mio preferito, non so trovare un confine tra mio e suo, è nostro.

Questo libro ha storia particolare a cui sono molto affezionata perciò devo fare qualche premessa piccola piccola.

1- Prima che nascesse Sofia (di questo fatto ne avevo già parlato a proposito di passeggini…) – per follia, scaramanzia, atavica saggezza, non lo so – non le ho comprato né mi sono fatta regalare o prestare, praticamente nulla. Ma, in una delle mie peregrinazioni per librerie, mi sono per caso imbattuta in questo libro e ho subito pensato che fosse per me e per lei, per noi. Preso, letto, riletto, amato tantissimo, regalato a tutti i compleanni e battesimi possibili.

2- Da questo libro è nata l’intuizione del Mezzo Mondo di Uescivà.

3- Sofia lo ha imparato a memoria, di sua sponte eh.

Non sempre, ma spesso, i libri di autori contemporanei che trovo per Sofia magari sono anche carini, magari sono anche PEDAGOGICAMENTE e PSICOLOGICAMENTE tarati per la sue età, ma in molti casi non dicono niente. Non-hanno-niente-da-dire.

Cosa ha invece di tanto speciale La grande domanda?

È un libro per bambini che (si) interroga sul senso della vita. È filosofico e poetico, ma è un libro per bambini. Sì sembra assurdo forse… Si interroga sul senso della vita nella lingua dei bambini e anche in quella degli adulti. È semplice e profondo nello stesso momento. Ha tanti livelli di lettura. Ogni volta che lo leggiamo io ci trovo qualche nuovo punto d’ispirazione e lei non si stufa. Ha poco testo e grandi disegni, ma dice e fa vedere tantissime cose. È comodo da leggere per la mamma. È immediato da ascoltare e recepire per il bambino. Sofia lo chiede tutte le sere, ma adesso è lei che lo “legge” a me.sofi12

È un libro che ha creato anche un certo disappunto nelle mamme a cui l’ho regalato. E per questo l’ho amato ancora di più. Ha creato disappunto perché tra i vari protagonisti c’è anche la morte.

La trama? Non ve la diciamo (anche perché, una trama vera e propria, non c’è).

***

La grande domanda 

48 pagine

Anno: 2004

Prezzo: 13,00 €

ISBN: 9788876416156

Editore E/O

Anobii

Felice di quello che c’è

Al tempo in cui ho iniziato a compilare i miei elenchi delle cose che piacciono a Sofia, questa non era ancora capitata e, come del resto tutte le altre, non me la sarei mai potuta immaginare. Tra “Le cose che piacciono a Sofia certe volte sono cose che ai grandi non piacciono più” devo aggiungere anche: ritornare a casa dalle vacanze, ovvero felice di quello che c’è.

 Siamo tornati dal mare qualche giorno fa, nel cuore della notte, e la pisquana, dopo oltre 10 ore di viaggio incatenata al suo seggiolino, è scesa dalla macchina con un sorriso “durbans” a 52 denti che proprio non mi aspettavo – visto l’amore viscerale che anche lei coltiva appassionatamente per il mare e la vita da spiaggia. Noi che già ci figuravamo le scenate perché il mattino dopo niente tuffi e capriole e castelli sul bagnasciuga… E lei invece era felice, ma così felice di ritrovare la sua casa e tutte le sue cose. Felice di quello che c’è. E bè si, in preda al trauma del rientro e alla sofferenza del distacco dal mio beneamato mare di Puglia, insomma tutta preoccupata di quello che “non c’era più”, mi ha fatto proprio impressione.

 Non so se l’ho mai ben capita (in quanto ritornello trito e ritrito mi dava anche parecchio fastidio a dire il vero) e poi forse non ci avevo mai nemmeno veramente provato a capirla quella cosa del “bisogna essere come bambini”, fino all’altra notte, quando l’ho vista così semplicemente contenta di quello che c’era lì in quel momento e basta. Ci sarà forse ben altro da capire, intanto mi porto a casa questo: forse con quella frase, voleva anche solo dirci di imparare a goderci la vita, quello che c’è. Sembra la cosa più banale del mondo, ma più che il tempo passa più mi accorgo che invece è una delle cose più difficili da imparare e da fare.

Sfoglia la galleria delle illustrazioni:

Le cose che piacciono a Sofia certe volte sono cose che ai grandi non piacciono più 

“Togli le lettere d’amore dallo scaffale dei libri

le foto, gli appunti disperati,

sbuccia la tua immagine dallo specchio.

Siediti. Banchetta con la tua vita.”

 

Derek Walkott

 

 

Le cose che piacciono a Sofia – parte I

Le cose che piacciono a Sofia molte volte sono cose a cui i grandi non fanno più molto caso perché ci sono abituati.

Quali sono le cose strane e normali che piacciono ai vostri pisquani?