La neve, l’ anno nuovo e di altre questioni

Ieri sera, dopo aver scoperto la funzione più meravigliosamente inutile di WordPress dacché lo uso, ovvero: “Mostra la neve che cade sul mio blog fino al 4 gennaio”, mi sono sentita in dovere di scrivere un post solo per vedere l’effetto che fa una bella nevicata nel Mezzo Mondo di Uescivà.

Siamo al 31 di dicembre, il 2014 è agli sgoccioli, l’anno nuovo alle porte, tempo di bilanci, progetti e altre questioni di questo genere, insomma.

Insomma. Il mio 2014 è stato molto intenso, pieno di amore, gioia e consapevolezza, tre cose che non possono arrivare, esistere e riempire il cuore senza una giusta parte di dolore, come dice bene Emily (Dickinson) a pagina 121*, dove ci siamo incontrate per la prima volta e subito amate:

Due i lasciti di cui – mio Signore –
mi nominasti erede – uno di Amore
che soddisferebbe un Padre Celeste
gliene fosse fatta offerta –

uno di Dolore i cui Confini –
si stendono capienti come il Mare –
tra l’Eternità e il tempo –
la tua Consapevolezza – e Me –

Tra le altre tante cose, ho iniziato un nuovo lavoro e, come ogni volta che si cambia lavoro, ho iniziato una nuova vita. Il tempo e lo spazio per dedicarmi a Uescivà, con annessi e connessi, si è di molto accorciato. Ma continua. Poche cose, ma belle. Non funziona proprio così nella blogosfera, dove, se si deve “fare numero”, occorrono più la quantità e la tecnica, che la qualità… Ma questo è un blog per passione e quindi, per il momento, rispondo solo alle regole del signor Carver**:

In definitiva, le parole sono tutto quello che abbiamo, perciò meglio che siano quelle giuste,
con la punteggiatura nei posti giusti, in modo che possano dire quello che devono dire nel modo migliore.

carver stupore

Stiamo preparando nuove bellissime illustrazioni e avrà inizio una nuova collaborazione culinaria, artistica e formativa nello stesso tempo. Avrei voluto fare anche un po’ di restyling, ma non ho ancora avuto il tempo. Ecco insomma, anche se non sembrerebbe, nel Mezzo Mondo di Uescivà c’è fermento, ci stiamo solo prendendo il tempo necessario per continuare a stupirci davanti alle piccole cose per potervele raccontare con la giusta meraviglia.

anno nuovo

*Emily Dickinson, Sillabe di seta, Feltrinelli Editore, Milano 2004.

**Raymond Carver, Il mestiere di scrivere, Einaudi Editore, Torino 2008.

Celestina e il segreto dei giocattoli

In un tempo lontano, quando ancora desiderare serviva qualcosa, tutti i bambini conoscevano la differenza tra un giocattolo vero e un giocattolo finto.
Tutti i bambini, e soprattutto le loro mamme e i loro papà, sapevano che per non correre rischi bisognava fidarsi solo dei giochi che venivano venduti nel negozio di giocattoli del Signor Effe. Il Signor Effe vendeva i giocattoli da sempre e da sempre il suo negozio era lì, in fondo la strada. Nel retrobottega del negozio del Signor Effe c’era l’officina del Signor Emme. L’officina del Signor Emme era il posto dove nascevano i giocattoli.
I giocattoli del Signor Effe e del Signor Emme erano i giocattoli più belli e più famosi del mondo.

Ma, come spesso succede, il tempo e la fretta delle persone hanno sbiadito e confuso nella memoria il segreto buono del Signor Effe e del Signor Emme, e i bambini hanno cominciato a dimenticare la differenza tra un giocattolo vero e un giocattolo finto.

Nevicava forte quella sera, Celestina doveva camminare con la testa bassa, tenendosi aggrappata alla mano della sua mamma, perché la neve le entrava negli occhi e pizzicava.
La scatola di latta colorata spuntava dalla neve e lei si era chinata a raccoglierla. Aveva tolto la neve dal coperchio con il suo guanto rosso. In azzurro, a grandi lettere, c’era scritto: Celestina.
Dentro c’era un foglio, scritto con inchiostro d’argento, che diceva:

“I giocattoli veri sono quelli che hanno dentro al cuore un pizzico di magia,
quando nessuno li vede loro si svegliano, saltano e ballano.
Ma bisogna che i bambini non se lo dimentichino mai, altrimenti la magia finisce”

giocattoli

P.S: ricetta imparata durante il corso sulla sicurezza dei giocattoli tenuto da Assogiocattoli durante la fiera G come giocare.