Le confessioni di una mamma pericolosa

Oggi che c’è una giornata affilata e alta con il suo cielo d’inverno

limpida e pulita come la tua voce di bambina

oggi che questa luce scende orizzontale e diritta ad altezza d’uomo

e quella palla infuocata di sole mi guarda negli occhi e mi chiede chi sei? cosa vuoi?

mentre le chiacchiere da bar rotolano dalla radio ripetendo i soliti auguri da quattro soldi per la fine dell’anno

io ti guardo e ti penso

e non ho nemmeno un buon proposito che mi scivoli via dalle dita

quali parole scelgo per te? quali parole resisteranno alla conta dei giorni

alla prova del tempo alla pazienza della tua piccola età?

ti diranno stai serena, vivi in pace, stai tranquilla e vai per la tua strada

mentre la tua mamma pericolosa nel profondo del suo cuore pensa il contrario

e ti dirà che ti augura di non stare mai tranquilla

di lanciare la tua anima lontano

lungo il confine di queste ombre che si allungano sui campi d’inverno, senza fine

di non avere paura quando arriverai sull’orlo dell’abisso

e di appoggiare il tuo cuore quando sarà stanco e lacerato

non più nelle mie, ma nelle mani di Chi ti ha decisa

e di continuare a correre contro vento contro luce dentro la luce dentro al vento

vai

e così sia.

***

“Maledetto l’uomo che non sa scagliare la freccia del proprio desiderio oltre l’immaginazione”

  

“La grande domanda” ovvero di libri preferiti e di bei posticini che parlano di buone letture

Oggi la pisquana e io siamo ospiti di un bel blog che si chiama Scaffale Basso. Si tratta di un ottimo posticino dove si parla di libri per bambini, di libri belli e di buone letture e dove hanno da poco inaugurato un’interessante rubrica che si chiama “Il libro di…”,  qui potete presentare e raccontare il vostro libro preferito, bell’idea vero? Andate a farci un giretto!
562347_413651918760369_900527764_nQuello che presentiamo è un libro che per noi è un po’ speciale:  La grande domanda di Wolf Erlbruch, prima che della pisquana è stato il mio preferito, non so trovare un confine tra mio e suo, è nostro.

Questo libro ha storia particolare a cui sono molto affezionata perciò devo fare qualche premessa piccola piccola.

1- Prima che nascesse Sofia (di questo fatto ne avevo già parlato a proposito di passeggini…) – per follia, scaramanzia, atavica saggezza, non lo so – non le ho comprato né mi sono fatta regalare o prestare, praticamente nulla. Ma, in una delle mie peregrinazioni per librerie, mi sono per caso imbattuta in questo libro e ho subito pensato che fosse per me e per lei, per noi. Preso, letto, riletto, amato tantissimo, regalato a tutti i compleanni e battesimi possibili.

2- Da questo libro è nata l’intuizione del Mezzo Mondo di Uescivà.

3- Sofia lo ha imparato a memoria, di sua sponte eh.

Non sempre, ma spesso, i libri di autori contemporanei che trovo per Sofia magari sono anche carini, magari sono anche PEDAGOGICAMENTE e PSICOLOGICAMENTE tarati per la sue età, ma in molti casi non dicono niente. Non-hanno-niente-da-dire.

Cosa ha invece di tanto speciale La grande domanda?

È un libro per bambini che (si) interroga sul senso della vita. È filosofico e poetico, ma è un libro per bambini. Sì sembra assurdo forse… Si interroga sul senso della vita nella lingua dei bambini e anche in quella degli adulti. È semplice e profondo nello stesso momento. Ha tanti livelli di lettura. Ogni volta che lo leggiamo io ci trovo qualche nuovo punto d’ispirazione e lei non si stufa. Ha poco testo e grandi disegni, ma dice e fa vedere tantissime cose. È comodo da leggere per la mamma. È immediato da ascoltare e recepire per il bambino. Sofia lo chiede tutte le sere, ma adesso è lei che lo “legge” a me.sofi12

È un libro che ha creato anche un certo disappunto nelle mamme a cui l’ho regalato. E per questo l’ho amato ancora di più. Ha creato disappunto perché tra i vari protagonisti c’è anche la morte.

La trama? Non ve la diciamo (anche perché, una trama vera e propria, non c’è).

***

La grande domanda 

48 pagine

Anno: 2004

Prezzo: 13,00 €

ISBN: 9788876416156

Editore E/O

Anobii

Buon Natale da Peppa Pig e da Steven Spielberg… hi hi hi

Si ok è da un po’ di mesi che corro corro e non mi fermo e allora il mio corpo mi ha presa di petto e ci ha pensato lui a farmi fermare un pochino con una serie di divertenti malanni di stagione. Poi da un paio di giorni anche il mio cervellino, o quello che ne è rimasto, ha iniziato la sua personale rivolta contro la sottoscritta. E niente, non collabora più. Tutto quello su cui riesco a concentrarmi al massimo è la tonalità di rosso per lo smalto da mettere a Natale: cose futili, lui vuole solo cose futili, stelline e leggerezza, per favore, una volta ogni tanto, concedimele, dice. Stai sul divano con lei e con lui a sgranocchiare pizza sorseggiando birra guardando vecchi films alla tv, stai con lei e con lui, e magari anche un po’ con le tue amiche, che hai trascurato tutti. E basta. D E C O M P R I M I. Stai tranquilla un po’ così, ferma, una volta ogni tanto. E niente è una guerra persa. Quindi adesso sto scrivendo anche troppo, mi sta già venendo il mal di testa, i neuroni stanno ormai per scendere in piazza imbracciando forconi a protestare che li sto facendo lavorare troppo…

Quello che di serio avevo da dire sul Natale lo trovate qui, per i l resto, tutto ciò che posso fare trovandomi in questo stato di cose è mandarvi dei futili, ridicoli, simpatici auguri. E un abbraccio. Ciao. Buon Natale allora, e buon anno nuovo.

Le conversazioni copilillose. N° 1: la cacca.

Passata la fase della scoperta linguistica, stiamo entrando in quella delle conversazioni esistenziali, anche dette LE CONVERSAZIONI COPILILLOSE: interminabili, lunghissimi interrogatori sui misteri dell’universo e sui fondamentali dell’umano esistere.

sofi06b_colAdditando ad alta voce una signora per la strada: mamma quella singola fa la cacca?

(…) si

ma anche le falfalle fanno la cacca?

mmm penso di sì…

anche le zanzale?

si

e le galline e i pulcini e le zeble?

si

anche le vuove (uova) fanno la cacca?

no

e le giraffe e le mucche e i cavalli?

si

e le case fanno la cacca?

no

e le macchine e i camion?

no

e le renne di Babbo Natale fanno la cacca?

si

e Babbo Natale?

si, anche lui…

le zie però non fanno la cacca, lo ciai?

ah no? perché?

perché le zie non fanno la cacca perché sono le zie

ah…

e la nonna fa le cacche piccoline, il nonno gigaaaanti, anche il papà

ok, possiamo cambiare argomento adesso?

(pausa di silenzio)

e tu mamma fai la cacca?

mpfh….

 

Santa Lucia ci ha portato una nuova favola: Gianni il bambino oliva

gbo Model (1).ai“Gianni era un bambino che amava giocare a pallone, leggere fumetti, fare esplorazioni in montagna e andare a caccia di pozzanghere. Ma non altrettanto amava mangiare i piatti che la sua mamma gli preparava con tanto amore. 

Quando arrivava l’ora di cena, infatti, Gianni faceva un sacco di capricci e non mangiava quasi mai quello che lei gli preparava. Si metteva a correre tutt’in tondo al tavolo della cucina finché la sua mamma e il suo papà, sfiniti, si arrendevano e smettevano di inseguirlo col piatto pieno. 

L’unica cosa che Gianni mangiava senza fare capricci erano le olive. Le olive erano la sua passione, soprattutto quelle verdi. Gianni si pappava vasetti e vasetti di olive verdi ignorando le minacce della mamma che gli diceva sempre: «A furia di mangiare tutte quelle olive diventerai un’oliva pure tu!»”.  (To be continued…)

gbo Model (1).aiDal carretto di Santa Lucia è caduta una nuova favola! Questa volta si parla di capricci, di polpette, ricette e bambini coraggiosi, tutto condito da un pizzico di magia… ecco qui: Gianni il bambino oliva.

I miei compagni d’avventura in questa fiaba sono Anahì Traversi e la sua bellissima voce e la musica di Manuel Rigamonti. Venite a scoprire come andrà a finire l’avventura di Gianni nel mondo di Fiabesque.

Io copilillo, tu copililli, egli copililla, noi copililliamo, voi copillillate, essi copillillano.

Incredibili - IncrediblesAlcune meravigliose parole copilillose resistono, tipo: mordibo, guodut, cimena, bichicettla, pudito, cekapt, cucinelle (morbido, yogurt, cinema, bicicletta, subito, ketchup, cuoche)… Spassosissimi sono gli esperimenti di coniugazione verbale, tipo: non rotterlo! Mamma ti ho coprito. Altre parole, tipo cimpete, la mia preferita di sempre, stanno scomparendo per lasciare posto alla giusta pronuncia: mamma ho detto principe! E un po’ mi dispiace… L’altro giorno, così dal nulla, quasi ce ne eravamo dimenticati, abbiamo scoperto cosa sono i Copillilli. Mamma i Copillilli! Arriva tenendo in mano il dvd degli I-N-C-R-E-D-I-B-I-L-I. Svelato il mistero: Copililli=Incredibili, non fa una piega…

Nel frattempo abbiamo anche trovato alcuni dei vostri Copililli, eccoli qui! Cliccate sulle immagini che trovate qui sotto per ingrandire i disegni, scaricarli e colorarli!

Segnalateci altre parole misteriose di vostri pisquani, la caccia è aperta!

 

 

Fiabesque, favole moderne

piccolo cuore di bambola“Piccolo Cuore Veloce abitava al secondo piano di una grande casa circondata da una siepe di gelsomino sempre fiorito e profumato. Divideva la sua camera dalle pareti a righe bianche e blu con quattro balene, un’ape, un coniglio che guidava una macchina a forma di carota e un piccolo panda. Piccolo Cuore veloce non era il suo vero nome, ma quello che le aveva dato Chicca, la sua bambola preferita. Chicca abitava nella vecchia cesta di vimini bianca – con i manici e un bel coperchio, tutto di vimini – che stava accanto al letto di Piccolo Cuore Veloce, ogni giorno e ogni notte. Nella cesta, insieme a Chicca, abitavano anche la bambola di pezza con i capelli di lana bionda, il drago di stoffa rossa, un paio di ali di fata, una piccola lavatrice rosa con le batterie scariche e una vecchia locomotiva di legno chiaro…” (To be continued…)

Vi presento la mia prima favola: Piccolo cuore di bambola,una fiaba che parla di amicizia, di bambole, di avventure e anche di desideri grandi e piccoli.

Questa favola, musicata da Luca Serà-Micheli e letta da Anahì Traversi, fa parte di un bellissimo progetto che si chiama Fiabesque che raccoglie fiabe moderne curate nei contenuti e verificate per l’età indicata. I testi sono letti da attori professionisti e corredate da una colonna sonora creata ad hoc. La composizione musicale si unisce alle parole creando una magica narrazione e un avvolgente mondo sonoro, il tutto in un file multimediale che sarà disponibile solo in formato digitale.

Potete seguire il mondo di Fiabesque anche su Facebook: non perdetevi le prossime uscite, stay tuned!